Nel cuore delle saline antiche, dove l’acqua riflette il cielo e il vento pare custodire i segreti di un’epoca senza tempo, il teatro a mare “Pellegrino 1880” si trasforma in palcoscenico sospeso fra leggenda e presente. Martedì 5 agosto, al calar del sole, il mito riaffiora con Le Gorgoni, dramma sapientemente cesellato da Alessia Angileri. Quattro giovani donne—Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara e Beatrice Verzotti—donano voce a Medusa, simbolo di un femminile spezzato eppure indomito, trasformando il suo sguardo in un lazo di verità che svela la ferita degli abusi. A scandire le onde sonore provvede l’ensemble dei Virginia Gold, mentre le coreografie di Elisa Ilari tracciano arabeschi di dolore e rinascita, sottolineati da una scenografia essenziale di Davide Marino che sembra nascere dalla materia stessa del salgemma.
Venerdì 8 agosto, quando l’orizzonte si tingerà di rosa e la luce si farà riverbero fra i vasconi di sale, la drama-donazione di Luana Rondinelli prenderà vita con Il Pomo della Discordia. Dietro il gesto antico—l’oggetto dorato scagliato da Eris—si nasconde l’archetipo del caos e del buio, due poli inconsci che, uniti, tracciano il cammino dell’anima. Sul palco si muovono Barbara Gallo, Egle Doria, Laura Giordani e l’autrice stessa, guidate dalla regia di Nicola Alberto Orofino. Vincenzo La Mendola veste le dee di potenza e bellezza—Atena, Afrodite, Era—di costumi che fondono stoffe antiche e geometrie contemporanee, mentre la penombra cresce fino a diventare grembo di trasformazione. L’ironia lieve di Rondinelli dissotterra il senso ultimo del conflitto e invita lo spettatore a riconoscersi negli abissi e nelle luci che animano il racconto.
Due serate, dunque, per ascoltare il passato e guardare al futuro: il mito, in questi appuntamenti dell’VIII edizione di ‘a Scurata, non è sola narrazione lontana, ma specchio in cui riflettersi, interrogando l’oggi con la forza e la poesia di storie che non smettono di parlare.