Dal 20 al 27 maggio 2025, il Teatro Massimo di Palermo accoglie nuovamente Salome, la folgorante opera in un atto di Richard Strauss ispirata alla controversa pièce teatrale di Oscar Wilde. L’allestimento, firmato dal regista Bruno Ravella e già applaudito nella versione della Irish National Opera di Dublino, segna un evento attesissimo, a vent’anni dall’ultima produzione palermitana dell’opera. Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo, il maestro Gaetano d’Espinosa, protagonista di una brillante carriera internazionale.
Con il suo intreccio di eros e morte, Salome continua a scandalizzare e affascinare il pubblico, così come accadde fin dalla prima rappresentazione del 1905 a Dresda. Il libretto, tratto dall’adattamento in lingua tedesca del dramma di Wilde realizzato da Hedwig Lachmann, racconta la storia di una giovane principessa ossessionata dal profeta Jochanaan (Giovanni Battista). Rifiutata, Salome scatena la sua volontà di dominio e desiderio, chiedendo in dono la testa dell’uomo di cui è invaghita. Una parabola sulfurea che mescola religione, desiderio e potere, dove l’amore diventa follia e l’erotismo si consuma in tragedia.
L’allestimento diretto da Bruno Ravella – con la regia ripresa da Carmine De Amicis, anche curatore dei movimenti coreografici di Liz Roche – si avvale di una scena fortemente evocativa. Il palcoscenico è trasformato in una vasta cisterna, simbolo di purificazione e luogo fisico e metaforico dove si consuma la tensione tra peccato e redenzione. L’albero che si erge al centro del palco diventa metafora di vita, speranza e femminilità. La scenografia è firmata da Leslie Travers, con luci curate da Malcolm Rippeth.
Il cast internazionale è guidato dal soprano Astrid Kessler nel ruolo della protagonista, con la partecipazione di Nina Bezu nella replica del 24 maggio. Il baritono Tommi Hakala interpreta Jochanaan, mentre Charles Workman veste i panni del tetrarca Erode. Accanto a loro, Anna Maria Chiuri nel ruolo di Erodiade, Ewandro Stenzowski come Narraboth, e una nutrita compagnia di interpreti completa la ricca tavolozza di personaggi.
Secondo il regista Bruno Ravella, la forza di Salome risiede nel suo essere una rappresentazione del conflitto tra mondi inconciliabili: la carne e lo spirito, il potere e la purezza. Wilde, sottolinea Ravella, non si limita a raccontare un episodio biblico, ma lo reinventa come percorso di scoperta e autodeterminazione di una giovane donna che prende coscienza del proprio potere sessuale. «La parola “piacere” è centrale», afferma il regista. «Il desiderio di Salome è eros, mentre quello di Jochanaan è agape. Il loro scontro è anche quello tra due concezioni dell’amore e del sacro».
Strauss traduce tutto questo in musica con una partitura dalle sonorità dense, orchestrazioni potenti e armonie lussureggianti, che mettono alla prova sia l’orchestra che i cantanti. La celebre “Danza dei sette veli”, culmine seduttivo dell’opera, è anche l’apice simbolico della trasformazione della protagonista da oggetto del desiderio a figura di terribile potere.
Sul podio torna un protagonista d’eccezione: il maestro Gaetano d’Espinosa, direttore, compositore e violinista palermitano di nascita e formazione cosmopolita. D’Espinosa ha diretto prestigiose orchestre in Europa e Giappone e ha collaborato con teatri come la Semperoper di Dresda, il Teatro La Fenice e l’Orchestra RAI. Dopo il suo recente debutto con i complessi del Teatro Massimo, affronta ora questa partitura complessa con la sua nota precisione e sensibilità, garantendo una lettura profonda e vibrante.
L’opera andrà in scena il 20 maggio alle ore 20:00, con successive repliche il 22, 24, 25 e 27 maggio, in vari turni serali e pomeridiani. Accanto alla rappresentazione, il Teatro Massimo propone anche un incontro di approfondimento culturale: il 21 maggio alle 17:30, nella Sala ONU, torna “Ti racconto l’opera”, con la drammaturga Beatrice Monroy, accompagnata dagli attori Gigi Borruso e Consuelo Lupo. Un’occasione per esplorare il libretto e i significati più nascosti dell’opera in dialogo con il pubblico.
Con Salome, il Teatro Massimo rinnova la sua vocazione a presentare grandi capolavori della tradizione lirica in chiave contemporanea, combinando qualità artistica, impegno drammaturgico e riflessione culturale. Un evento imperdibile per appassionati e curiosi, dove musica, mito e modernità si fondono in uno spettacolo potente e provocatorio.